Dalle app alla realtà virtuale, fino al Luminous Planning Table: la ricerca guidata dall’Università degli Studi di Milano e dal Politecnico di Milano sperimenta nuovi strumenti per integrare l’esperienza delle persone nei processi di progettazione urbana
“Raccogliere dati sull’esperienza che le persone fanno degli spazi urbani“: è questo l’obiettivo di exp-EIA – Experiential Environmental Impact Assessment, il progetto di ricerca presentato da Marco Boffi, psicologo sociale dell’Università degli Studi di Milano. Nato dalla collaborazione con il Politecnico di Milano, exp-EIA si concentra su ciò che spesso resta invisibile nei processi di pianificazione urbana: le emozioni, le percezioni e il legame soggettivo che le persone sviluppano con i luoghi che attraversano ogni giorno o che incontrano per la prima volta.
Il progetto mira a costruire una serie di strumenti capaci di mappare le esperienze, trasformandole in informazioni utili per chi progetta, gestisce o governa la città, ma anche per le comunità che la abitano.
Il cuore di exp-EIA è lo sviluppo di strumenti tecnologici pensati per raccogliere dati esperienziali in contesti diversi. Tra questi c’è un’app mobile che consente alle persone di esprimere come si sentono mentre camminano fisicamente nello spazio urbano, fornendo valutazioni in tempo reale sui luoghi attraversati.
Accanto all’app, una piattaforma web permette di raccogliere le stesse informazioni anche a distanza. A queste si aggiunge un sistema di realtà virtuale immersiva che consente di muoversi all’interno di ambienti simulati, mantenendo invariata la tipologia di dati raccolti.
Un aspetto particolarmente innovativo è la possibilità di lavorare su scenari futuri: grazie alle simulazioni, le persone possono esplorare come potrebbe apparire un luogo dopo una trasformazione urbana e fornire in anticipo le proprie reazioni emotive. In questo modo, exp-EIA consente di anticipare l’impatto esperienziale delle trasformazioni prima della loro realizzazione.
Alla dimensione esplorativa si affianca un articolato sistema di raccolta dati basato sulle conoscenze della psicologia ambientale. Questionari strutturati permettono di ricostruire le esperienze soggettive, mentre alcune sperimentazioni integrano anche dati fisiologici, combinando dimensione psicologica e risposta corporea.
Queste informazioni vengono ulteriormente arricchite da dati ambientali – come temperatura e vento – che confluiscono in una piattaforma centrale capace di integrare dati ambientali, psicologici e georeferenziati.
L’integrazione dei dati consente di costruire vere e proprie cartografie psicologiche della città: mappe che restituiscono le geografie dell’esperienza soggettiva. Queste rappresentazioni fanno emergere differenze tra generi, fasce d’età e tra persone familiari o non familiari con un luogo.
Si tratta di uno strumento chiave per comprendere l’esperienza di una comunità nello spazio urbano e la pluralità delle percezioni che convivono nello stesso ambiente.
Un esempio concreto riguarda il chiostro dell’Università degli Studi di Milano: attraverso la piattaforma sviluppata nel progetto MUSA, le persone possono esplorare l’ambiente e “scattare” una fotografia, rispondendo a una serie di domande che spazializzano l’esperienza emotiva.
I dati raccolti confluiscono nel Luminous Planning Table, un tavolo di progettazione che combina maquette fisica e digital twin. Le informazioni – fisiche e psicologiche – vengono proiettate sulla maquette, restituendo in tempo reale gli effetti delle scelte progettuali su ombre, percezioni e punti di vista.
Il valore di exp-EIA risiede nella sua capacità di favorire il dialogo tra progettisti, decisori politici e cittadini. Il Luminous Planning Table rende accessibili anche ai non esperti le conseguenze delle trasformazioni urbane, integrando dimensione spaziale, ambientale ed esperienziale.
L’obiettivo finale è supportare i processi decisionali e, allo stesso tempo, restituire i dati alla comunità, promuovendo una città più consapevole, inclusiva ed empatica, capace di tenere conto delle esperienze diverse di chi la vive ogni giorno.