Rivestimenti fotocatalitici per migliorare la qualità dell’aria, le performance degli edifici e il benessere urbano: il progetto vincitore della poster session firmato da Stefania Carraro con Fabio Di Liberto
Migliorare la qualità dell’aria nelle città senza consumare nuovo suolo, senza stravolgere il paesaggio urbano e integrando sostenibilità ambientale, sociale ed energetica. È questa la visione al centro di Design Invisible Forests, il progetto vincitore della poster session sviluppato da Stefania Carraro, Senior Lecturer of Sustainability presso l’Università Bocconi, in collaborazione con Fabio Di Liberto.
La ricerca propone un’innovazione tecnologica applicata agli ambienti urbani: l’utilizzo di rivestimenti fotocatalitici trasparenti, veri e propri coating che possono essere applicati sulle facciate e sulle superfici vetrate degli edifici. Questi rivestimenti agiscono come “foreste invisibili”, capaci di abbattere una parte significativa degli inquinanti atmosferici più diffusi nei contesti cittadini, in particolare gli ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC).
Il funzionamento è semplice ma altamente efficace. Grazie ai processi di fotocatalisi, i rivestimenti contribuiscono a ridurre la componente inquinante dell’aria, migliorando la qualità dell’ambiente urbano circostante. Allo stesso tempo, la tecnologia incide positivamente anche sulle prestazioni degli edifici, offrendo una maggiore protezione dagli agenti atmosferici, riducendo i costi di manutenzione e contribuendo al miglioramento dell’efficienza energetica, con una conseguente diminuzione dei consumi interni.
Il valore del progetto non è solo ambientale. Design Invisible Forests introduce una riflessione più ampia sulla sostenibilità sociale, perché agire sulla qualità dell’aria significa incidere direttamente sulla salute e sul benessere quotidiano delle persone che vivono e lavorano negli spazi urbani. Migliorare l’ambiente costruito diventa così un modo concreto per migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Pensato per essere scalabile e applicabile su larga scala, il progetto risponde a una delle grandi sfide delle città contemporanee: integrare soluzioni “green” anche dove la presenza di parchi e aree verdi è limitata o difficile da realizzare. Le “foreste invisibili” diventano così un’infrastruttura sostenibile diffusa, capace di trasformare superfici già esistenti in alleate della transizione ecologica urbana.