Nuovi strumenti per valutare biodiversità, resilienza e funzionalità ecologica nelle città. Un paper di MUSA Spoke 1.

La qualità dei suoli urbani è una componente spesso invisibile, ma fondamentale, della sostenibilità delle città. Dai suoli dipendono servizi ecosistemici essenziali come la regolazione climatica, la gestione dell’acqua, il supporto alla biodiversità e, più in generale, la resilienza degli ecosistemi urbani.

In questo contesto si inserisce uno studio scientifico recentemente pubblicato da MUSA Spoke 1 e condotto dal Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra UNIMIB, nelle aree verdi di Piazza della Scienza.

Il lavoro è frutto di una collaborazione interdisciplinare che ha coinvolto ricercatori in ecologia, ecotossicologia, microbiologia e biologia vegetale e propone un metodo innovativo, rapido ed economicamente sostenibile per valutare lo stato ecologico dei suoli urbani.

Un nuovo approccio per monitorare la biodiversità urbana

Lo studio nasce da una criticità ben nota: i metodi tradizionali per analizzare la biodiversità del suolo sono accurati, ma richiedono tempi lunghi, competenze specialistiche e costi elevati. Inoltre, molti test ecotossicologici standard non riescono a cogliere in modo efficace i cambiamenti reali nella funzionalità ecologica dei suoli, soprattutto in contesti urbani complessi.

Per rispondere a questa sfida, i ricercatori propongono l’uso dei bioassaggi comportamentali come strumenti di first-tier screening, ovvero come primo livello di valutazione per individuare rapidamente segnali di degrado ambientale. L’idea è semplice ma potente: osservare come alcuni organismi chiave del suolo reagiscono alle condizioni ambientali può fornire indicazioni precoci e sensibili sullo stato di salute dell’ecosistema.

Il caso studio: le aree verdi urbane come laboratori a cielo aperto

La ricerca è stata condotta come studio pilota in tre aree verdi urbane del campus dell’Università di Milano-Bicocca, caratterizzate da differenti livelli di disturbo antropico. Un contesto urbano reale, quindi, perfettamente allineato con l’approccio di MUSA, che promuove la città come spazio di sperimentazione per soluzioni di sostenibilità ambientale.

Il lavoro ha integrato tre livelli di analisi:

  • Bioassaggi comportamentali su organismi del suolo con ruoli ecologici diversi:
  • Analisi della biodiversità degli invertebrati del suolo (strutturale e funzionale) e delle comunità microbiche, attraverso il sequenziamento del DNA batterico.
  • Caratterizzazione chimico-fisica del suolo, includendo parametri come pH, sostanza organica e capacità di ritenzione idrica.

Cosa raccontano i comportamenti degli organismi

I risultati mostrano in modo chiaro che i comportamenti degli organismi del suolo – in particolare evitamento e disaggregazione – riflettono efficacemente le differenze di qualità ecologica tra le aree studiate.

Questi segnali comportamentali risultano spesso più sensibili e immediati rispetto ad alcuni indici tradizionali di biodiversità, riuscendo a intercettare condizioni di degrado ecologico in fase precoce. Il legame con la biodiversità microbica, invece, appare più complesso e meno diretto, indicando la necessità di ulteriori approfondimenti.

Perché questo studio è rilevante per MUSA

I risultati rafforzano una visione centrale per MUSA: la transizione verso città più sostenibili richiede strumenti di monitoraggio integrati, scalabili e applicabili sul campo.

In un quadro normativo europeo sempre più orientato alla tutela del suolo – dal Green Deal alle future direttive sul Soil Monitoring and Resilience – questi strumenti possono supportare le amministrazioni pubbliche e i decisori nel:

  • individuare aree urbane degradate,
  • definire priorità di intervento,
  • valutare l’efficacia delle strategie di rinaturalizzazione e gestione del verde.

Verso sistemi di monitoraggio più efficienti

La conclusione dello studio è chiara: combinare più bioassaggi comportamentali rappresenta un approccio promettente per valutare la funzionalità ecologica dei suoli urbani. Non si tratta di sostituire le analisi tradizionali, ma di integrarle con strumenti più agili, capaci di orientare in modo rapido ed efficace le scelte di gestione ambientale.

Per MUSA, questo lavoro rappresenta un esempio concreto di come la ricerca scientifica possa tradursi in soluzioni operative per la sostenibilità urbana, contribuendo a costruire città più resilienti, consapevoli e basate su dati solidi.